cerchio di donne

UN FESTIVAL SULLA SORELLANZA

IL BRACCIALE DELLA SORELLANZA

“Se per crescere un bambino ci vuole un villaggio,

per crescere una donna ci vuole un cerchio di donne”

– Beatrice Salvemini

Il sorellanza e il principio femminile

 

Sono una scrittrice e sono di fronte a una di quelle poche occasioni in cui non esistono parole per raccontare, quindi oggi non aspettarti quelle.

Sono una fotografa e per la prima volta in vita mia non mi sono sentita di scattare foto. La sacralità e l’intimità di ciò che ho vissuto era tale da farmi sentire chiaramente che fotografando avrei infranto qualcosa e avrei derubato qualcuno di qualcosa.

Parlo del Festival Itinerante Il Bracciale Della Sorellanza. Un centinaio di donne accorse da tutta Italia e il piccolo gruppo di volontari uomini che ci hanno servito in modo discreto e invisibile e infine anche commosso, nel rituale di chiusura, con la loro presenza e la loro disponibilità a mettersi in gioco.

A loro va tutto il mio rispetto per il coraggio dimostrato. E’ davvero da pochi stare in piedi di fronte alle forze femminili quando, dopo secoli (e secondo alcune versioni ben cinque millenni), viene loro di nuovo permesso di manifestarsi in modo libero. In un ambiente naturale protetto, un hortus conclusus solo per noi.

(Eh sì, forse ho capito cosa intendono dirci le culture arcaiche o tribali con il “rubare l’anima di una persona” se la fotografi. Perfino i gatti si rifiutano di stare fermi davanti a una macchina fotografica. Se si tratta di un ambiente protetto, qualcosa lo porti via, ed è una cosa che puoi capire solo quando la senti).

Ho assistito a vari festival nella mia vita, ma mai nulla del genere. Un’ esperienza che sento completamente nuova e allo stesso tempo antica, come se la conoscessi già e negli ultimi tempi stessi cercando esattamente questo.

Un’esperienza atavica e universale che ai nostri tempi è stata talmente imbavagliata, nelle sue varie forme di espressione di sorellanza e di femminino, da rendermi conto che un linguaggio per raccontarvi cosa si è mosso, cosa abbiamo creato, cosa abbiamo condiviso, non esiste.

Con questo articolo posso solo definire i contorni di qualcosa che nell’era che viene sarà tutto da incanalare, da formare, da riequilibrare, assieme al principio maschile.

 

Sorellanza e principio femminino
Photo by Kinga Cichewicz

 

Si tratta di un festival itinerante che è nato da una visione, dalla visione di una donna risvegliata – come spesso accade – attraverso il dolore.

Alla sua quarta edizione, sempre in un luogo diverso d’Italia, le sorelle organizzatrici (e che bello usare questo termine finalmente fuori dagli ambienti ecclesiastici!) sono riuscite ad includervi un po’ tutte le forme e le fasi di vissuto femminile e di sorellanza che nella storia – e come non mai nell’epoca moderna – erano state bandite, tagliate via, che ci erano state precluse.

Nei quattro giorni che si vivono insieme, nello stile di un ritiro, il tempo si espande e si ha l’ennesima prova del fatto che esso non sia schematizzabile, né misurabile, né controllabile o oggettivabile come ce l’ha presentato il mondo dei patriarchi.

Finalmente, grazie a fenomeni estemporanei come quello del Festival del Bracciale della Sorellanza, accanto a quello delle Tende Rosse, noi donne possiamo tornare a essere quello che siamo

  • fuori da ogni giudizio,
  • fuori dai condizionamenti sociali,
  • lontane da una concorrenza fittizia che avevamo permesso si creasse tra di noi,
  • lontane da ogni pericolo.

Finalmente possiamo tornare a esercitare la nostra potenza fuori dal mondo del potere, sentire l’energia di cui siamo capaci in cerchio senza rischiare il rogo, fare uscire da noi dolori antichi nelle forme a loro più consone e spaventose senza rischiare il ricovero per quell’ennesima terribile invenzione maschile chiamata “isteria” o  l’intervento dell’esorcista che ci presenti al mondo degli uomini come “indemoniate”.

Seminari, rituali, canti antichi in tre lingue, cerimonie, danze, tamburi e incensi, simbologie, sogni, confidenze, condivisioni e tanti abbracci, abbracci, abbracci ad ogni occasione, permettono a cose fondamentali di muoversi, di sbloccarsi, di equilibrarsi, di allinearsi, a volte di risolversi e quando torni a casa sei un’altra persona.

Ho già dedicato qualche articolo all’attualissimo e determinante tema della sorellanza, ma siamo appena all’inizio di un ripristino di noi stesse.

Sta cambiando e cambierà la nostra consapevolezza su quello che siamo e quello che possiamo. Stanno venendo a galla sincronicità, sogni, ricordi, dimostrazioni, riconoscimenti…

Stiamo finalmente e seriamente iniziando e riequilibrare dentro di noi principio femminile e principio maschile. Durante i giorni insieme, per esempio, è stato chiaro come molte di noi vivessero dentro di sé un conflitto tra i due, oppure come uno prevalesse sull’altro nel nostro modo di affrontare la vita – senza che magari per anni ce ne possiamo rendere conto. E’ tempo di ribilanciare le cose.

 

Donne e sorellanza
Photo by Eloise Ambursley

 

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E infatti, in tutti questi secoli, non sono riusciti a cancellare niente. E’ semplicemente tutto impolverato, a volta addirittura sotterrato, ma insieme lo stiamo riportando alla luce.

E non è più sul coro “tremate, tremate: le streghe son tornate”. Adesso l’obiettivo chiaro e indubitabile è una pacificazione tra i due poli, dentro di noi in primis e poi nelle nostre relazioni e infine nella società. E non esistono nascondigli e non esistono scorciatoie.

Tra i vari aspetti, ce n’è uno in particolare che salta agli occhi all’interno del caloroso ambiente protetto di una reunion del genere, rispetto al mondo esterno. Ossia si comprende come, a causa di una società omofoba come quella in cui viviamo e siamo stati educati, il contatto fisico affettuoso e gli abbracci nei confronti di persone dello stesso sesso siano praticamente stati banditi, ai fini di segnalare a tutti apertamente la propria eterosessualità. Anche perché fin da piccoli ci hanno spinto a contenerci.

Durante i quattro giorni del festival, vedendo l’affettuosità naturale diffusa tra le donne e, alla fine, vedendo perfino gli uomini cedere volentieri e spontaneamente ad abbracciarsi tra di loro, – ho sentito chiaramente e dolorosamente quanto ci siamo persi e ci stiamo ancora perdendo, tutti i giorni. Ho pensato per tutto il tempo che se potessimo dare e ricevere più abbracci, ci sarebbero molte meno persone malate nel mondo. E mi sono resa conto che il futile motivo di tale deprivazione non vale neanche lontanamente la perdita di tale bellissima forma d’espressione, presente tra l’altro anche tra tutti gli altri mammiferi in natura (che hanno la fortuna di farsi meno problemi mentali di noi, “esseri civili” spesso portati a bandire quanto avevamo di più bello e a promuovere ciò che invece ci separa dalla natura).

E’ impagabile quanto nutra una vita affettuosa con le proprie amiche, con i propri amici, con i propri cari, e quanto il contatto fisico sia fondamentale per l’anima e per ricaricarci a vicenda. Invece, mentre la società combatte per imparare ad accettare l’intoccabile diritto di tutti al proprio spontaneo orientamento sessuale, non ha ancora imparato le basi, che sono quelle dell’affettuosità, a monte, scevra da qualunque accezione sessuale.

Cosa, tra le altre magie, si vive in un cerchio di donne:

 

Valori di donne

 

E vi si potrebbero aggiungere tante altre cose.

Autoconoscenza, coraggio, disponibilità, magia, connessione. La disponibilità di tante donne partecipanti a mettere al servizio della comunità un loro talento o una loro capacità…

Ma, come dico, mi mancano le parole per descrivere con precisione cosa avviene quando si iniziano a lucidare valori, poteri e nature sepolte che non ti avevano nemmeno detto esistessero.

Vorrei vivere così tutti i giorni.

E tu?

4 Comments

  1. Condivido ogni parola con tutta me stessa mente e corpo. Lavoro ogni giorno per integrare femminile e maschile dentro e fuori di me e per tenere saldo il filo rosso che mi unisce alle donne meravigliose che hanno lavorato e lavorano con me

  2. Oggi che dopo 21 giorni dal festival abbiamo onorato le perle delle sorelle sento l’energia di quei giorni riempirmi come lo hanno fatto i ns abbracci .. ho sentito il desiderio di rivivere quei momenti e attraverso questo articolo ho ritrovato esattamente quella magia Grazie per aver saputo tradurre finemente il significato di ciò che abbiamo vissuto creato e seminato 💗

    1. Grazie di cuore Mara,
      gli interventi come il tuo sono quelli che mi danno il fuoco per continuare a scrivere e a condividere…
      Un abbraccio vero. Alla prossima e restiamo connesse!

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