QUESTO BOSCO (BLOG) E CHI SONO

QUESTO BLOG, QUESTO BOSCO

L’Occidente è pieno di donne sofferenti e uomini apatici…

Che cos’è successo?

Sento il bisogno di un baluardo in cui rincontrarci, di un bosco solo nostro per:

 

  • recuperare energie,
  • comprendere e colmare l’illusione che chiamiamo solitudine, o quella del dolore,
  • ritrovarci insieme nella solidarietà femminile perduta.

 

Nel bisogno comune di un luogo in cui tornare a nutrire la potente forza della terra – che è femmina – immagino di raccoglierci qui e insieme comprendere quanto ci è sfuggito, con perdite in qualità e profondità di vita, sia per lei che per lui.

Ho spulciato la rete per mesi e i blog femminili vengono quasi tutti declinati solo in moda, gossip, diete o maternità. I più impegnati parlano di donne nel business o femminismo. Ma tu pensi davvero che siamo solo questo? Io no.

Chiariamo subito un punto: questo non è un blog:

questo è un bosco.

Il nostro bosco esclusivo. Uno spazio sacro, “oltre”, intangibile ed infinito, oscuro e insieme fertile e salvifico, amorevole, morbido, in cui unirci e trovare rifugio. Ed è solo l’inizio! Seguimi perchè la cosa si svilupperà e decollerà in mille rivoli.

Un giardino per donne, un gineceo dove si possa recuperare, coccolare, guarire, salvare e rilanciare

  • l’identità del femminile,
  • la sensualità e la luce che vengono da dentro,
  • l’equilibrio con il nostro e l’altrui lato maschile,
  • l’arte della seduzione vera, il fascino femmineo,
  • la nostra intimità e la ciclicità,
  • il sostegno reciproco,
  • una visione obiettiva sul futuro delle relazioni, sulla realizzazione sentimentale di domani e
  • la solidarietà femminile andata perduta (fenomeno inedito e recente tipico della società attuale).

Qui insieme parleremo dei nostri dolori e dei nostri piaceri, abbatteremo pregiudizi e convinzioni obsolete, e poi ancora ci immergermo in sensualità, femminilità, misticismo, selva e selvaticità, natura, società, realizzazione, dubbi, ombre, tendenze, psicologia, magia, esperienze personali, counseling, coccole,  arte e servizi utili e, perché no, nella poesia e nell’amore che la nostra stessa intima natura emana.

Perché ognuna di voi possa sentirmi più vicina – in ufficio, in cucina, nello studio, nel bosco, in spiaggia, in viaggio, in auto, a letto o dovunque vi raggiungeranno questi messaggi al profumo di tiglio (il mio preferito) – mi rivolgerò a chi mi legge con un grande “tu”.

 

LA MALA FEMMENA CHE SCRIVE

 

Ma chi è Il Bosco Femmina?

chi sonoDiario / Femminilità / Cuore / Mente…

  • Diario. Sono cresciuta tra le campagne e i boschi, in contatto con natura e animali, scrivendo poesie, e questo fa di me un’ascoltatrice acuta delle forze degli elementi e delle energie della terra, da cui traggo ispirazione e forza. I miei scritti mi arrivano già formati. Ritengo di captarli e di filtrarli solo, ma vengono da dimensioni più alte di noi.
  • Femminilità. Ho vissuto in tre continenti cambiando tanti modelli sociali e professioni e questo fa di me una profonda conoscitrice di qualche punto di vista diverso e di qualche cultura in più della mia. In particolare, ho approfondito la trasformazione dei ruoli uomo-donna, in particolare tra il mondo arabo e quello occidentale (9 anni in Sinai dopo una lunga tappa di oltre 1 anno in Sud America + Austria, UK…).
  • Cuore. Ho vissuto tanti amori di tipo diverso e uno perenne, e questo fa di me una conoscitrice fidata delle varie strade del cuore, dalle delizie di questo sentimento all’inferno. In verità, continuo sempre a modellare le gemme più splendenti che l’esperienza mi ha dato e le stelle del grande dolore che dimora nel mio cuore. Per reggere tutto questo, utilizzo meditazioni (a volte guidate), visualizzazioni, sogni più o meno lucidi, mantra, il contatto con la natura e l’arte. E sento di potere aiutare.
  • Mente. Sono sempre stata appassionata di psicologia e di counseling. La cosa poi si è sviluppata in ricerca personale, percorso, conoscenze esoteriche antiche ed approccio olistico in generale. Inoltre, nella vita non mi sono fatta mancare niente: crisi di panico, depressione, bulimia con lunga guerra al mio corpo, dipendenza emotiva, l‘incontro con un vampiro energetico, sperimentazioni varie. Ho provato la solitudine in almeno una decina delle sue sfaccettature. Ho sconfitto tutto, sono cresciuta tantissimo e oggi sono qui a mettere in comune quanto ho imparato. Per me, ciascuna di queste esperienza vale molto più della mia laurea.

 

♠ ♣ ♥ ♦

 

Mi chiamo Sonia Serravalli, scrittrice, fotografa, blogger e soprattutto viandante della vita, con sei libri editi in italiano, un blog sulla Rivoluzione Egiziana perché allora vivevo là, poesie, fotografie, pezzi d’amore e varie rubriche sparse in giro per il mondo e per la rete. 

Mi ritengono vulcanica, incontenibile, indomabile, inesauribile, ossimorica come qualunque donna-bosco, testarda, indomita, libera, salubremente pazza.

Sono sempre curiosa: ho vissuto tanta, tanta vita, tante lingue parlate, decine di case abitate, mille viaggi, amori bellissimi e quintali di solitudine, chilometri di crescita interiore (anche se non bastano mai). Innumerevoli amici con la A maiuscola e di qualunque latitudine, bottini di scoperte e abbastanza miracoli da credere nell’impossibile.

Quindi, visto che le persone attorno a me parevano sentirsi bene per cose che ho fatto senza rendermene conto e da sempre mi incitano a continuare a scrivere, mi sono decisa a mettere a frutto quello che posso condividere in questo spazio – verde, libero, terapeutico, evocativo di cose che abbiamo perso per strada.

Prima di tutto, ti ringrazio per avermi trovata.

Se sei capitata qui, è molto probabile che questo bosco contenga il nutrimento di cui sei alla ricerca.

 

Il bosco non è solo maschio (la caccia, l’esplorazione):

è anche femmina (l’ascolto, la cura, l’oscurità, il rifugio).

Un bosco sano è il perfetto equilibrio tra i principi mascolino e femminino che vibrano insieme. 

 

Era nel bosco che ci mandavano per isolarci quando eravamo mestruate; nel bosco e presso i loro crocicchi che le streghe (ossia erboriste, mistiche e curandere) si incontravano per i loro rituali propiziatori e per i loro scambi di conoscenze alchemiche. E’ il bosco che fa paura all’uomo: il lato oscuro della donna, l’avamposto buio, forse, l’utero. Riguardo il bosco femminile, puoi leggere anche questa mia pagina

Di recente, mi è capitata sotto la frase:

 

Non puoi vivere una fiaba se hai paura del bosco.

 

Insieme, potremo spostare cespugli, annusare il sottobosco, abbracciare alberi, raccogliere erbe preziose, trovare case nella foresta, sondare pozze d’acqua e la nebbia e il buio, i raggi che filtrano tra i rami, imparare a vedere le creature che qui vivono, tracciare sentieri o scoprirne, radunarci sui crocicchi, modellando il nostro dolore, imparando ad amarci davvero e tanto altro…

Spero dunque di averti come compagna di sentiero e, semmai avessi il dubbio di esserti persa nel bosco, è solo un’illusione perché, quantomeno, qui ci sono anch’io.

 

Tua,

Sonia  Serravalli   

Sonia Serravalli