creatività femmina

IL POTERE CREATIVO

CREATIVITA’ FEMMINA E SACRA

L’idea generale che ci è stata trasmessa di creatività è molto limitata.

Se dico “creatività” ti potrebbe venire in mente l’attività di fare rose di carta, di dipingere, di fare mobili – qualcosa di vicino al bricolage.

Oppure, potrebbe venirti in mente l’immagine di una persona stravagante, difficile da inquadrare, magari anche disordinata, nella gestione dei tempi e degli spazi.

Ma creare è molto, molto più di questo.

Creare è l’attività più vicina a quella di Dio/Dea. Creare è la potenzialità che maggiormente ci avvicina all’ “essere fatti a Sua immagine e somiglianza” – qualunque cosa tu voglia intendere con “Dio/Dea”, “Luce”, “Cosmo” o altro.

la donna e la creatività

A dirla tutta, noi non creiamo niente: al massimo siamo co-creatori.

Una persona creativa è una persona che ha la capacità, in qualche misura, di farsi medium (= mezzo), canale, antenna e di captare elementi che, nell’aria, esistono già.

Spesso la persona creativa ha l’impressione che ciò che esce dal suo corpo, dalle sue mani, dalla sua penna, dalla sua voce, dalle sue movenze o dai suoi colori non sia propriamente suo, ma venga da dimensioni ben più grandi e alte rispetto alla singola persona stessa.

Fatta questa doverosa premessa, è noto che il femminile ha un accesso preferenziale alla vita creativa.

A partire dal fatto che la donna “crea” la vita, per essere per sua natura colei che fisicamente partorisce un essere altro da sé, dandolo alla luce (o traendolo dalla luce per portarlo qui…). Fino ad arrivare a parlare dell’intuito femminile e della maggiore facilità con cui la donna, rispetto all’uomo, si approccia al mondo dell’interiorità, dell’introspezione, dell’inconscio e dell’ombra. La donna ha maggiore dimestichezza con queste sfere.

Lo stesso dicasi, come ripeto sempre a costo di essere noiosa, del lato femminile rispetto al lato maschile, all’interno di ogni persona. C’è chi ha più sviluppato il primo, chi il secondo e uno dei compiti del percorso di ciascun* è proprio quello di bilanciarli, di renderli di pari intensità, consentendo loro la loro massima espressione all’interno di questo equilibrio.

creatività nella donna

SIAMO TUTTI POTENZIALI ARTISTI

Purtroppo, siamo stati abituati e guardare l’artista dal basso all’alto e a pensarl* come un privilegiato o una privilegiata. Questo approccio non può che ostruire il nostro canale creativo. Nessuno di noi ne è privo ed è nostro diritto e dovere nutrirlo e usarlo, per il nostro bene e per una fruizione comune.

In effetti, l’unica vera eresia che io conosca è quella di non utilizzare un talento di cui ci è stato fatto dono.

A questo proposito, mi è arrivato tra capo e collo questo articolo. Profondo, filosofico, forse complesso, ma la dice lunga su come siamo riuscite a limitarci, incasellandoci sempre “di qua” o “di là” dal potere creativo – in realtà insito in noi.

Consiglio la lettura dell’articolo completo, da cui traggo questa grande provocazione, al solo scopo, come al solito, di rovesciare una visuale comune per vedere oltre…:

“L’arte stessa dunque, con l’iniziale maiuscola (per come cioè è stata organizzata e articolata nel mondo anglosassone e occidentale), secondo Valerie Solanas è una costruzione maschile, uno strumento di compensazione – pensato e realizzato per escludere e non per includere. È una tesi estrema, certo, ma apre tutt’oggi degli spiragli interessanti, e che meritano di essere approfonditi. “

donna e arte

NUTRIMENTO ALLA VITA CREATIVA

Quello che segue viene dalla meravigliosa penna dell’inconfondibile Clarissa Pinkola Estés, dal suo indimenticabile “Donne che corrono coi lupi” – uno dei più grandi libri iniziatici degli ultimi decenni.

Sottintendo sempre, naturalmente, che per “donna selvaggia” si intende un archetipo ben presente dentro di noi dai tempi ancestrali. Un archetipo quanto mai importante e da risvegliare. Il corsivo e il grassetto sono miei.

“Alcuni dicono che la vita creativa sta nelle idee, altri dicono che sta nei fatti. In molti casi pare trovarsi nel semplice essere. Non è virtuosismo, è l’amore per qualcosa, tanto amore, – non importa se per una persona, una parola, un’immagine, un’idea, la terra o l’umanità – con la cui profusione non si può che creare. Non è una questione di volontà, né di un singolo atto di volontà; semplicemente si deve.

La forza creativa scorre sul terreno della psiche alla ricerca delle cavità naturali, dei canali che esistono in noi. Ne diventiamo i tributari, i bacini; siamo le sue pozze, i suoi stagni, i suoi fiumi, le sue correnti, i suoi santuari. Non dobbiamo riempirli, ma semplicemente predisporli. […]

La creatività non è un movimento solitario. Quello è il suo potere. Qualunque cosa ne sia toccata, chiunque la oda, la veda, la senta, la conosca, è nutrito. Ecco perché contemplare la parola, l’immagine, l’idea creativa di altri ci ricolma, ci ispira nel nostro lavoro creativo. Un unico atto creativo ha il potenziale per nutrire un intero continente? Un unico atto creativo può far sgorgare un torrente dalla pietra.

Per questo motivo, la capacità creativa è il bene più prezioso della donna, perché dona all’esterno e la nutre all’interno, a ogni livello: psichico, spirituale, mentale, emotivo ed economico. La natura selvaggia riversa infinite possibilità, opera come sorgente, rinvigorisce, estingue la sete, sazia la fame di vita profonda e selvaggia che è in noi. Idealmente, il fiume creativo non ha dighe né deviazioni, né si può farne cattivo uso.

Il fiume della Donna Selvaggia ci nutre e ci cresce fino a farci diventare come lei: creature che danno la vita. Mentre creiamo, questo essere selvaggio e misterioso si crea a sua volta, colmandoci di amore. Siamo evocate come le creature sono evocate dal sole e dall’acqua. Siamo rese tanto vive da poter a nostra volta dare vita. […]

creatività femminile

Quando fluisce in noi, cominciamo a scorrere. Se il passaggio è bloccato, anche noi restiamo bloccate… Non è cosa di poco conto, da ignorare. La perdita di una corrente creativa limpida crea una crisi psicologica e spirituale.”

IL DIRITTO E IL DOVERE DI CREARE

Se per caso ti sei illusa che si possa condurre una vita meccanica e di routine, priva di qualunque spazio per la creatività, ti sei quasi certamente auto-votata o auto-condannata ad una lunga siccità. A un ripetuto stato di frustrazione, alla depressione, quando non alla malattia.

Purtroppo, tante sono le idee sbagliate con cui cresciamo, o le realtà nascoste o carenti con cui ci presentano il quadro impoverito dell’infinito che ci aspetta.

Per chi non avesse ancora identificato il proprio canale creativo (che può essere anche del tutto inedito per tutti o può essere rappresentato anche da tanti canali diversi), potresti cominciare da:

  • Tante passeggiate sola nella natura e tanto silenzio, raccoglimento, ascolto.
  • Meditazione, in modo continuativo, per almeno qualche minuto al giorno strappato a forza da un mondo impazzito – se questo è il tuo caso – in cui la velocità ha del tutto superato il ritmo naturale della vita.
  • Mettersi alla prova, con materiali, con forme d’arte, con qualunque idea balzana possa venire in mente, nella visione di creare qualcosa di nostro che prima non esisteva. Può essere una composizione di parole, una melodia, un oggetto, una sua rappresentazione, un’esperienza… Questo esercizio potrà farti sentire con sempre più forza qual è la pratica che più “ti risuona”, che più si confà alla tua vera natura.  
  • Ricavarsi assolutamente qualche lasso di tempo in cui vagare, fuori dall’orologio. Prova a perderti, prova a seguire un sentore diverso che non sia sempre quello della logica e della programmazione. Esplora altre modalità di te stessa e vedrai che, dentro, esistono altre spie, altre logiche, altre guide interiori – spesso mai riconosciute o istituzionalizzate.
l'arte e la creatività

Ti auguro un’emozionante esplorazione di te, dei tuoi confini (illusori) e delle tue potenzialità.

E ti invito come sempre a raccontare la tua esperienza qui sotto.

Grazie e continuiamo il cammino nel bosco, insieme <3

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