SEI PIENA DI BUGIE

LA CONSAPEVOLEZZA URGENTE

Ci hanno cresciute a forza di bugie.

 

Sì, se ti analizzi a fondo, anche tu sei piena di bugie. Indubitabilmente.

Ma con un lavoro paziente, le bugie si possono togliere come zecche.

Bisogna prima individuarle, poi possiamo riconnetterci con il nostro profondo e da lì reimpostare un nuovo modo di reagire alle cose.

 

liberarsi dei luoghi comuni
Diritti riservati Photo-Poetry

 

Un esempio?

Ci hanno insegnato che dobbiamo soffrire per ottenere qualcosa. Non è vero. Quello che vuoi lo ottieni con intenzione ferma e stato d’animo stabile, tendente al positivo, o ti circonderai di realtà che non faranno che rispecchiare dolore e fatica. Spesso, sottomissione (la sottomissione a chi non ci è caduto o a chi piace avere schiavi).

La vita non è sofferenza, è gioia e colore e va celebrata come una possibilità enorme. Con grazia leggera (come quella delle gazzelle, delle farfalle e degli alberi) e con riconoscenza.

Il modo in cui percepiamo il mondo oggi è frutto di un modello patriarcale ben preciso e non è affatto l’unico possibile, ma solo uno delle miriadi.

Finalmente, ovunque si parla di un risveglio, che pare partire dal femminile e che poi contagerà la società tutta (le donne ancora dormienti e gli uomini ancora legati al modello precedente – zoppo, imperfetto e squilibrato). Lo sta già facendo.

Eccoti una breve animazione per mostrarti com’è realmente il mondo del lavoro che abbiamo trovato quando siamo arrivate in questa dimensione. Un mondo in cui, ancora oggi, la maggioranza ti dice che questo sia l’unico modo possibile e il solo modo giusto di vivere.

@ Non è vero che devi lavorare come una schiava per sopravvivere. Semmai devi trovare il tuo compito nel mondo per vivere e per farlo come fosse una festa. Il che è un diritto, ma anche un dovere.

 

il diritto e il dovere di vivere bene
Photo by Allison Heine

 

Diamo per scontate valanghe di cose che non abbiamo mai verificato in prima persona. Che pensiamo abbiano verificato altri per noi, che in realtà non fanno che tramandare le stesse bugie da secoli, sì anche oggi e oggi soprattutto, ingrandendole in un folle telefono senza fili.

La nostra mente è piena di idee sbagliate e la nostra società ci ha nutrito più di bugie che di pane.

E’ ora di fare una bella pulizia di idee ed è da fare quotidianamente. Deve diventare un esercizio costante. Analizzare se quello che pensiamo è davvero farina del nostro sacco, monitorare se quello che sentiamo viene dalle nostre profondità o da deviazioni indotte da voci esterne, nei secoli dei secoli. Ripetute all’infinito.

Urge risvegliarsi a una consapevolezza che era stata offuscata, che si è arrugginita.

Lo Sfidante è un documentario lungo e intenso che mi piace consigliare sempre per renderci conto del lavoro da fare. Una pulizia piacevole, in fondo, perché è

l’unico lavoro in cui ad ogni passo saremo più liberi e non più schiavi.

 

In questa pagina di diario oggi, un po’ brainstorming e un po’ riassunto degli articoli precedenti, ti elencherò un po’ di miti da sfatare. Solo partendo da questa pulizia delle idee possiamo fare spazio per un’antica e nuova consapevolezza. Svuotare le nostre stanze dalle cianfrusaglie inutili perché la consapevolezza possa arrivare e occuparle.

Forse li conosci già tutti, forse te ne manca qualcuno, ma certamente ti invito ad aggiungerne quanti più potrai nei commenti qui sotto.

 

Una breve lista di miti

@ Non esistono carnefici se non c’è chi si presta a far loro da vittima. (E, per questo, a volte basta temere qualcuno o qualcosa). Vale per le persone e per le società, nel micro e nel macro, vale su tutte le scale. Per eliminare l’esistenza del ruolo del “carnefice” è necessario smettersi di avere paura e smettere di sentirsi vittima.

Su questo argomento, ti invito vivamente a leggere il mio romanzo – ahimé autobiografico – “Palo quattro – L’amore abusivo” – un lungo percorso da incubo tra falso amore e sadismo/masochismo, per poi riuscire a liberarsi dalla trappola (non senza ferite, ma salvandosi la vita e salvando la Vita):

 

@ Non è affatto vero che la schiavitù sia finita, come insegnano sui libri di scuola. La schiavitù non è (ancora) mai finita. Né tra razze umane, né tra specie diverse, né tra generi diversi. Ci stiamo ancora lavorando.

@ Non è che dal mondo arrivino solo notizie orribili o catastrofiche. Il problema è che quelle belle non ce le raccontano, perché la forma mentis sociale si è impostata sul “fa più odience ciò che è negativo“. Noi abbiamo aderito a questo imperativo e la macchina ha iniziato a cibarsi delle nostre tristezze e delle nostre paure. Il pubblico si è adeguato, sintonizzandosi in trincea sulla lamentela e sul terrore, e non ha mai più richiesto di rovesciare la tendenza.

@ Non è avendo paura dei ladri, delle malattie, della povertà, delle multe, degli incidenti, del rifiuto e dell’abbandono che questi si evitano. La natura di questo mondo è fatta in modo che noi inconsciamente attraiamo (o materializziamo)  proprio ciò che temiamo.

 

attraiamo ciò che temiamo

 

In questa epoca la gente è piena di paura, vive di paure dalla mattina alla sera, quasi in ogni gesto che fa, quasi una al minuto. E la cosa è fortemente promossa da tutti i mezzi di informazione e da tutte le politiche.

Facci caso. Non ha senso. Perché questo non fa che andare a nutrire ciò che non vogliamo – ma soprattutto elimina la possibilità che usiamo le nostre energie per ciò che c’è realmente da fare! I giornali e, con loro, tutti i mass media non sanno più che titoli usare per spaventarci – al punto che oramai anche i meteorologi utilizzano termini militareschi e catastrofisti per un temporale. Se vedi la cosa da fuori, ha raggiunto il ridicolo. La gente ha ancora paura e si contagia a vicenda, quando dovrebbe scoppiare a ridere.

Sta solo a noi svegliarci dall’allucinazione e smettere di nutrire la parte che non ci interessa, facendo proprio l’interesse di chi o di ciò che combattiamo. Smettere di evitare ciò che non vogliamo ed indirizzare quelle stesse energie per iniziare a creare ciò che invece vogliamo. Ciò che il pianeta oramai richiede a gran voce.

@ Non è affatto vero che la guerra sia necessaria o che sia addirittura parte della natura umana. La guerra, nelle epoche delle civiltà matriarcali, era assente.

 

le società matriarcali

 

@ Non è vero che l’unico modo per vivere sia attraverso la sopraffazione del nostro prossimo. E’ la sopraffazione dell’uno sull’altro, dell’uno sull’altra, di un popolo sull’altro e dell’essere umano sulla natura che ci ha portato al mondo come lo conosciamo oggi, con i problemi che affrontiamo oggi.

La sopraffazione e la dicotomia tra parti complementari e collegate sono la causa dell’effetto che viviamo (materializzatosi) oggi.

@ Non è affatto vero che le donne siano tra di loro invidiose o maligne per natura. Questa è un’altra di quelle bugie prodotte dal divide et impera di una mentalità patriarcale che oramai dovrebbe cedere il passo, per il bene di tutti (uomini e donne), ad una vera civilizzazione paritaria, basata sulle sinergie tra le tutte parti. Invito le donne a non cadere in questa trappola meschina e ad unirsi nell’empatia.

Sul lungo periodo, ciò che ripaga e che può rendere il pianeta e la società non solo “sostenibili”, come ci dicono, ma godibili, possono essere solo l’empatia (il mettersi nei panni degli altri) e la collaborazione, oltre alla creazione di sinergie tra le varie potenzialità di ciascun essere vivente.

Niente di nuovo, messaggi triti e ritriti per niente: tutti i profeti e i più grandi Maestri di tutte le scuole di pensiero hanno professato questo. Semplicemente, l’essere umano si è limitato ad adorarli e poi non li ha ascoltati.

Oggi, tutti gli sciamani delle più diverse provenienze concordano nel dire che saranno le donne a salvare il mondo (cit. Umberta Telfener).

 

le donne salveranno il pianeta

 

@ Non è vero che gli esseri vegetali non possiedano una sensibilità. E quando stupidamente diciamo di un essere vivente che non comprendiamo: “Se potesse parlare…”, prova a pensare che forse siamo noi che non siamo in grado di percepire il suo linguaggio.

@ Non esistono animali pericolosi, tranne uno: se ti comporti bene e nel rispetto delle regole, ognuno resta al suo posto. Orsi, vipere, squali, perfino i felini. L’unico animale così perverso da attaccare e uccidere senza ragione è l’uomo.

La grande maggioranza del tempo concesso ad ogni animale viene trascorsa nella benevolenza (accudimento dei piccoli, gioco, collaborazione coi propri simili). Solo una minima parte viene impiegata in aggrassività, attacco e/o caccia e solo laddove strettamente necessario per la sopravvivenza stessa. Non si può dire lo stesso dell’uomo.

La natura è fondamentale per tornare a sentire. Lascia andare la paura e comincia a vivere appieno.

@ La scuola è limitata e non insegna affatto al giovane essere umano di cosa può essere capace, in quanto scintilla divina (comunque tu concepisca il “divino”).

@ Non è vero che l’immaginazione sia inutile, accessoria o che sia qualcosa di infantile. Dall’immaginazione si origina tutta la realtà. Come la conosciamo, come l’abbiamo subita e come potremmo agirla in futuro.

@ E’ pieno di cose che ci hanno detto esistere quando sono solo fantonie. Tra queste, per esempio, isteria e ninfomania.

In quanto dotati tutti di una mente creatrice, alcune teorie ipotizzano che perfino l’invecchiamento non sia per forza necessario (o almeno non quando lo prevediamo noi), se non lo si programma nell’inconscio per via del fatto che, al solito, tutti ci dicono fin da bambini che le cose debbano andare così.

Nella Bibbia, sono almeno 25 le persone che sono vissute diversi secoli. Svariati patriarchi, più di 600 anni. Il corpo ha il potenziale per continuare a vivere all’infinito. “L’invecchiamento”, dice il gerontologo Tom Kirkwood, “rimane uno dei grandi misteri della medicina”.

 

riconnettersi con la natura
Photo by Sonia Serravalli Photo-Poetry

 

Regolette base… e continua la lista tu

 

Ti invito a continuare la lista dei macro luoghi comuni che ci hanno tarpato le ali, che ci hanno ristretto la vita fino ad oggi, che ci hanno fatto zoppicare per millenni anziché correre e ballare.

Acquisire consapevolezza diventa sempre più urgente, per fare luce anche per gli altri, per contagiare coloro che sono alla ricerca di una via d’uscita, per salvare gli ecosistemi, per preservare l’ossigeno e la Vita, per ripulire le acque, per proteggere l’atmosfera che ci fa da cuscinetto permettendo al paradiso terrestre di esistere (sì, il paradiso terrestre non ci era mai stato tolto… ).

Le regole in fondo sono poche e diventano sempre più facili con l’esercizio.

@ Scandaglia tutto ciò che pensi e fai in automatico, mettilo in dubbio e verifica che non nasconda una bugia utile a qualcun altro o ad un sistema. Anche e soprattutto le cose che ti sembrano scontate e assodate da sempre, assolute.

@ Se ti hanno detto che contro qualcosa non puoi niente, generalmente puoi tantissimo.

@ Vai alla ricerca della tua vera voce. Non quella dei tuoi genitori, non quella della TV, non quella che torna da un sentito-dire di chiunque. Quando la trovi, non hai dubbi che sia davvero lei.

@ Riconnettiti alle tue vere radici. Scopri quelle con cui sei in comunicazione. E passa nutrimento, movimento, vita: agisci, seguendo quello che ti fanno sentire.

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