amori impossibili

NOI E GLI AMORI IMPOSSIBILI

COSA NE PENSA LA PSICOLOGIA E COSA L’APPROCCIO OLISTICO/ESOTERICO

Ricercando nella vasta letteratura odierna riguardante i cosiddetti amori impossibili, non è infrequente incappare in opinioni diverse, o complementari, da parte dei “professionisti dei sentimenti”. Psicologi, psicanalisti, counselor, guide spirituali, medium, filosofi, scrittori e opinionisti.

Partendo dal presupposto che intendo prendere in esame qui solo chi ha fatto una professione del proprio talento, dei propri studi e della propria sensibilità, scartando a priori i ciarlatani vari da entrambe le parti (comunque ben presto riconoscibili), mi piace l’idea di confrontare in particolare le due grandi teorie sull’argomento.

Poiché sono una persona curiosa, e poiché trovo in tutto il web articoli schierati o da una parte o dall’altra, mi faceva piacere pensare di parlare di entrambe in un unico articolo, così da permettere poi a chi legge una propria valutazione. E così da dare la chance di cogliere, di qua o di là o da entrambe le ottiche, ciò che potrebbe servire a te, in questo preciso momento, in questo preciso punto della tua evoluzione personale.

Queste due grandi scuole di pensiero, appunto, apparentemente paiono contraddirsi. Ma chi ci dice che non siano in realtà entrambe realistiche e azzeccate, a seconda dei casi?

Su questo mi piacerebbe molto, donna del Bosco Femmina, ricevere qui in fondo il tuo parere nei commenti.

 

amori impossibili

 

 

IL VERSANTE PSICOLOGICO / PSICANALITICO / SCIENTIFICO

 

Psicologi e psicanalisti nell’odierna letteratura, tecnica o di divulgazione, paiono concordi nel descrivere l’amore impossibile, specie se vissuto come esperienza ricorrente, come una “disfunzione emozionale”.

 

Una persona che incappi in un amore impossibile, non realizzabile per svariati motivi e si ostini comunque a sentirsene coinvolta, a credervi, a investirci energie, anche sul lungo periodo, per gli specialisti del settore psicologico sarebbe una persona inconsciamente guidata verso l’insuccesso.

 

Questi amori impossibili potrebbero essere causati, in genere:

  • da una (non consapevole) incapacità della persona a impegnarsi realmente in una relazione di successo.
  • E/o da una sua incapacità di amare se stessa (l’idea inconscia di non meritare amore), poiché magari ha ricevuto poco amore da piccola e pensa di non essere degna di riceverne.
  • Oppure da una sua non-maturità (sempre inconscia, e la “fregatura” starebbe proprio qui) nell’assumersi la responsabilità di un amore possibile e tutto ciò che esso comporterebbe. Cosa che fa restare la persona coinvolta nello stato di un amore adolescenziale, intensissimo ma illusorio.
  • A volte addirittura potremmo avere ricevuto molto amore da piccoli, anziché troppo poco, e quello che incontriamo nella vita non corrisponde alle nostre aspettative, perché non ci dà tanto quanto avevamo registrato nell’infanzia.

 

Possiamo leggere di questi ed altri punti anche in tanti blog.

Per esempio, a questo link al blog Il Sigaro Di Freud. “Gli amori impossibili sono amori rari, imperfetti, tormentati, struggenti, passionali, folli.

Sono amori indimenticabili fatti di sentimenti ambivalenti; crescono e diventano colmanti in un alternarsi di scariche di adrenalina e sofferenze.”

O nel blog La Mente E’ Meravigliosa, dove si parla anche di complesso di Edipo non risolto.

In Vivere Più Sani, in cui si parla di dipendenze affettive e altre possibilità, o cause. “Un romanticismo innato ci fa credere di percorrere la strada giusta, anche se il nostro cuore ne esce sempre più ferito. Cosa succede in noi? Perché non riusciamo a soffocare questo impulso, questa attrazione fatale?”

In Riza,  che ci dice di ascoltare i nostri istinti e fa un excursus di esercizi per un’autoanalisi.

Prova a pensare che l’incompatibile non sei tu. Un no brucia sempre a qualsiasi età, mette in crisi il nostro bisogno di conferme e di accettazione. Piuttosto che concentrarti sulle tue presunte mancanze, però, prendi atto del fatto che tra voi esiste un’incompatibilità. Se davvero foste fatti l’uno per l’altro, anche lui o lei non potrebbe fare a meno di ricambiarti. Prova a pensarla in questo modo: è anche l’altro a non essere adatto a te!”

 

amori impossibili

 

In tutti i casi, un aiuto esterno, di uno/a specialista, sarebbe auspicabile per fare chiarezza dentro di noi o perlomeno per iniziare la ricerca del bandolo della matassa.

In base a quale grado di conoscenza di noi stesse siamo giunte, potremmo riconoscerci in una o nell’altra descrizione tra quelle qui sopra. Oppure solo in parte, oppure niente affatto, perché magari rimane qualcosa di irrisolto e restano domande senza risposte.

Per questo, vedi le mie considerazioni alla fine di questo articolo.

D’altronde, non è mai facile fare valutazioni se alla fine dei conti siamo tutti guidati da un inconscio non accessibile – o perlomeno, accessibile solo a condizione di un lungo lavoro e attraverso tecniche ben specifiche.

Ricorda sempre l’antica legge dell’Oracolo di Delfi: “conosci te stesso” (gnōthi sautón). Questo è in effetti ciò che vale ancora e sempre per tutte le scuole di pensiero, senza eccezione, e ciò che ne costituisce il denominatore comune.

Senza un cammino di conoscenza di sé, siamo in balia del caso – o dell’inconscio. Ma è un sopravvivere, non un vivere da soggetti attivi. Su questo concordano anche tutti gli altri punti di vista che seguono, anche di molto precedenti alla psicologia.

 

IL VERSANTE ESOTERICO / BUDDISTA / OLISTICO

(Intendendo qui l’esoterismo come la scrittrice Angela Maria Sala Batà: come “la forma primaria di religiosità da cui tutte le altre sarebbero derivate, come i rami da un tronco”)

 

Poi, c’è tutto un altro filone, che riguarda un approccio olistico, ossia che prende in considerazione una cornice più vasta, un contesto più ampio – considerato che “olistico” significa che il tutto non sia riducibile alla somma delle sue parti, ma che il tutto, il quadro globale, sia più della somma di queste parti (ad esempio, aspetti singoli dell’essere umano analizzati separatamente da un contesto globale – genetico, caratteriale, familiare, karmico, spirituale, eccetera).

In quest’ambito, ho incontrato, sia virtualmente che fisicamente, persone che sono approdate a letture diverse da quelle tradizionali.

In primis, si è dato grandissimo peso all’ascolto del proprio sé profondo. Ossia, la premessa è un lungo lavoro di “pulizia” dei nostri filtri personali, delle nostre paure, dei pregiudizi, di debolezze e condizionamenti (tutti elementi che ci portano a una distorsione della realtà). Il passo successivo è, gradualmente, la riaccensione dei propri istinti, la ricostituzione di una nostra fiducia nel nostro cosiddetto “sesto senso”. E, cosa più importante, la scoperta di possedere una vera e propria guida nel nostro “io” più profondo, che già sa. Tutto. Che, se ripulita da tutti i condizionamenti (morali, sociali, personali) può davvero fornirci una lettura ulteriore degli avvenimenti e guidarci a muoverci nella vita nella maniera più saggia e meno dolorosa, perché più in linea con la nostra vera natura. Quella più profonda, là dove il nostro corpo fisico si congiunge con gli altri nostri corpi, quelli più sottili, fino all’anima. Ovvio, mi dirai, che ciò vale per i “credenti”, in senso lato, in dimensioni altre da quella fisica. Ma è comunque consigliabile provare, perché i risultati non mancano affatto, sono accessibili a tutti e spesso sono davvero sorprendenti.

In particolare, mi ha portata a questa pratica e in questo avventuroso viaggio la counselor Giulia Pandalissa, che trovi anche disponibile in questo spazio del nostro blog/bosco.

 

amori impossibili

 

Interessante anche l’approccio buddista a questi temi e di utilizzo dei mantra, che comunque guidano davvero, come certe meditazioni ben fatte, in zone di noi a cui altrimenti non so come avrei potuto accedere. Nella consapevolezza, mi raccomando, che i mantra, come tutte le pratiche ben fatte, agevolano un’evoluzione verso ciò che deve essere, verso ciò che già siamo e non possono e non devono in alcun modo influire sulla volontà altrui, che è inserita in un contesto diverso dal nostro e con una sua propria evoluzione, a cui dobbiamo rispetto come alla nostra.

Ciò che da sempre più amo nel Buddismo è il suo costante accento sulla trasformazione (di sentimenti negativi in positivi, di paure in forza, eccetera). E di conseguenza il non catalogare una persona sotto un’etichetta, una diagnosi, un destino ineluttabile, ma il vederla come un’onda, in costante movimento e dunque sempre in grado di “diventare altro”.

Dal momento che ogni individuo è unico e diverso, la parola “amore” non ha per tutti lo stesso significato. Il Buddismo, in quanto insegnamento che rispetta ed esalta l’unicità di ogni singola vita, non detta regole o ricette su questo argomento (come del resto su nessun altro). Tuttavia, poiché spiega il funzionamento della vita sotto ogni aspetto, aiuta a maturare una profondità sempre maggiore nel modo di recepire, di pensare e di comportarsi che dà sicuramente i suoi frutti anche in campo sentimentale.

L’amore è una questione complessa, che rispecchia l’atteggiamento e la filosofia che ogni persona nutre verso la vita.
Secondo il Buddismo affidare la felicità alle circostanze esterne è controproducente, poiché queste sono mutevoli, mentre se ci si concentra sul proprio miglioramento personale si possono costruire solide basi per il futuro. In questo senso anche l’aspettativa di una vita di coppia può essere, a seconda del modo in cui viene affrontata, un’importante occasione di crescita oppure una penosa fonte di sofferenza.
Per fare un esempio, se desideriamo trovare una compagna unicamente per paura di rimanere soli, è certo che non potremo essere felici nemmeno quando eventualmente l’avremo trovata, perché la paura continuerà a condizionarci anche dopo, facendoci temere di perderla. Nessuna azione può creare valore quando è generata da una bassa condizione vitale, quale la paura. Dunque, la prima cosa che dovremmo fare è trasformare la paura in un sentimento costruttivo […]. Allora saremo in grado di capire se il nostro desiderio è autentico e potremo creare le basi per realizzarlo. Per evitare di cadere nell’illusione di cercare qualcosa o qualcuno al di fuori di noi stessi per colmare un vuoto interiore, è bene quindi partire dal riconoscere la qualità del desiderio e, se necessario, trasformarla in positivo.” –
Di Andrea Camerani, dalla rivista Il Nuovo Rinascimento n.391 15 febbraio 2008.

 

Poi, ci sono persone come Belicta. Detta anche Merkabah, la quale per un periodo della sua vita ritiene, attraverso l’esperienza del channeling (canalizzazione), di aver avuto accesso a conoscenze profonde e guide spirituali che le passavano determinati messaggi.

Il bello delle persone come Belicta è che hanno poco seguito e che non hanno fatto un business di queste esperienze. Nel suo video di circa un’ora, qui, spiega bene la differenza tra rapporti karmici, anime gemelle e fiamme gemelle.

Riassumendo in maniera grossolana: le relazioni karmiche sono quelle che generano altro karma. Possono essere rapporti sereni o meno, di solito vanno a buon fine e non richiedono alte dosi di dolore/crescita, ossia non comportano per forza grandi scombussolamenti nella nostra vita.

Le relazioni con le anime gemelle sono intense. Possono essere più di una in un’esistenza e riguardano gli incontri con anime affini o molto vicine, con le quali ci si è già trovati in altre vite o con le quali ci si rincarna sempre, in contesti e ruoli diversi.

Poi c’è la nostra fiamma gemella. Quella può essere solo una, perché riguarda la scissione di una stessa anima in due corpi, avvenuta per via della dualità del mondo tridimensionale in cui viviamo (3D).

La sua tesi, comunque ormai molto diffusa nel mondo di chi fa channeling, esperienze da medium o meditazioni profonde, è che quando avviene un incontro tra due fiamme gemelle, spesso siano dolori. Il rapporto con la propria fiamma gemella quasi mai porta a una relazione realizzabile e serena, a meno che non siamo già esseri quasi illuminati. E’ proprio l’incontro/scontro con la nostra fiamma gemella che porterebbe entrambe le persone coinvolte, nella loro natura femminina e mascolina, ad affrontare i loro mostri più grandi e le loro ombre più oscure.

Lui/lei però è una parte di noi, materializzatasi in “altro da noi” nella polarità a noi complementare. In questo caso, non possiamo proprio nasconderci e il dolore pare inevitabile. Si tratta infatti di rapporti tormentati, interrotti e ripresi più volte in una vita, pieni di ostacoli, sia di tipo esteriore/contingente che di tipo interiore (blocchi, rifiuti, paure, tempi e ritmi diversi tra i due, eccetera).

E qui si delineano le due figure di runner (colui/colei che scappa) e chaser (colui/colei che insegue), fino a che le due persone non avranno compiuto una evoluzione tale da ritrovarsi abbastanza mature per permettere l’unione che più di tutte si avvicina alla natura divina. Per sanare questo tipo di rapporto (se fosse davvero quello che abbiamo trovato e non si trattasse di pura dipendenza emotiva o simili) bisogna “guarire le disarmonie energetiche e di espressione individuale e sessuale, sanare le distorsioni karmiche e raggiungere la completezza di noi stessi” (da Disclosure News).

Si parla di “terremoto esistenziale”, cambiamenti immani, sensazioni che non proviamo verso nessun altro nella vita. La stessa Belicta, e tante altre figure del ramo, non sempre augurano questo tipo di esperienza: come ho detto, questo richiede molto dolore, cambiamenti traumatici, molto lavoro su di sé, coraggio, pazienza e lo sviluppo di tante altre potenzialità. Certamente si tratta dello scopo ultimo della vita – la nostra evoluzione – quello che è importante capire è che non si tratta di un’esperienza meramente romantica, piacevole o divertente.

Secondo questi scritti, nella nostra epoca i re-incontri tra fiamme gemelle si stanno facendo più frequenti.

Questo è un mero riassunto di ciò che contiene il video citato, che consiglio comunque di vedere per sentire tutte le versioni disponibili sul tema.  Le fonti su questo argomento sono comunque svariate e in tutte le lingue.

Forse, ti può interessare anche il mio articolo sull’amore incondizionato.

 

amori impossibili
Photo by Rakicevic Nenad

 

DENOMINATORI COMUNI TRA QUESTE TEORIE

Ora andiamo ai denominatori comuni di tutte queste scuole, scienze e teorie.

Che abbiano ragione le prime, che tendono a una lettura della persona nel presente, spesso basata sul suo vissuto passato… o che abbiano ragione le seconde, che invece leggono la persona come in costante evoluzione attraverso ombre, ostacoli, demoni interiori e specchi esterni…

Quello che mette d’accordo tutti è che il processo di riunione con l’altro, l’avvio quindi di un amore POSSIBILE e di una relazione serena non possono prescindere da un lavoro su di sé, dentro di sé. Che nella gran parte dei casi non è realizzabile se non con una guida esterna (evento traumatico o persona – incontro casuale, professionista, guida spirituale, ecc.) – per accedere alla nostra guida interna.

Non c’è davvero altro che possiamo fare per agevolare il processo, sia per liberarci di una bassa autostima o di spinte masochistiche inconsce, sia per incontrare o riconoscere la nostra fiamma gemella, o per far sì che una stabilità con lui/lei sia realizzabile.

Sia per raggiungere entrambe le cose, che forse sono la stessa cosa

Due fiamme gemelle possono anche incontrarsi, ma se entrambe o una delle due (runner) non è recettiva in quel momento, a causa del suo stile di vita, stress, depressioni, autostima, paure o altro, il problema persiste e gli amori rimangono impossibili.

Inoltre, nel caso delle fiamme, se una è sbilanciata lo è anche l’altra: quindi non esistono in nessun caso scuse per non lavorare solo su di noi e smettere di puntare il dito sull’altro. I due funzionano come vasi comunicanti. Se sei in una situazione simile, puoi farne diretta esperienza lavorandoci su.

Fondamentale è arrivare al nostro sentire più profondo. Lì c’è già tutto, c’è la nostra spia interiore che sa guidarci mentre ci offre equilibrio e serenità, fede e saggezza, senza più grandi sconvolgimenti.  E solo a quel punto, dopo tanto lavoro, capiremo la nostra via, che è solo nostra e di nessuno specialista del caso.

“Conosci te stesso” 

è la chiave per tutto, per tutte le evoluzioni immaginabili in questa esistenza e oltre.

Non esistono scorciatoie. Ma per fortuna. Se non esistesse la linea del tempo a dosare ostacoli, prove, successi, emozioni, momenti d’inferno e momenti di estasi, non esisterebbe il grande viaggio, la più bella avventura che parte proprio dal mondo in 3D: il nostro.

La nostra esistenza, in compagnia di tutti gli altri – alle prese con avventure, dolorosissime o illuminanti, simili, complementari o multipli delle stesse nostre.

2 Comments

  1. Ciao,

    sono capitata per caso sul tuo blog, e che dire… complimenti.
    Ho letto quest’articolo sugli amori impossibili e mi ci ritrovo, poi ho letto i tuoi consigli per ” distaccarsi” da quelle relazioni che ci danno sofferenza e quindi su come “salire” ad un piano superiore e magari parallelo.
    Poi sono approdata ad un altro tuo articolo su come “sedurre” dove pubblicizzi il tuo libro.
    Sono entrata in confusione. E si… perchè nel leggere i tuoi articoli avevo realizzato che forse era giunto il momento di distaccarmi da questa relazione che fa fatica a decollare, che mi ha costretto a fare un viaggio interiore e a scoprire i miei vuoti, le mie mancanze e le mie ferite, che mi ha costretto per paura di perderlo, ad accettare i suoi distacchi e i suoi ritorni. Poi come accennato trovo il tuo libro, su come sedurre, su come far riavvicinare la persona che vogliamo nella nostra vita. Ed ecco che ritorna il mio tormento. Continuare a provarci, continuare a trovare consigli per riavvicinarlo, conquistarlo per davvero, oppure … salire al piano superiore e lasciare che sia.
    Non lo so. Tu che mi consigli? So solo che gli voglio bene, che vorrei avere la certezza di essere la sua unica donna, che vorrei che riuscisse a dedicarmi più tempo, che si preoccupasse di me. E so che questa che sta parlando è il mio ego, forse anche la mia parte bambina che vuole attenzioni e certezze, che ancora è alla ricerca di chi colmerà le ferite infantili di abbandono.
    Dimmi tu… compro il tuo libro, mi applico affinchè questo mio piccolo grande amore possa crescere nel tempo oppure lo lascio andare, mi aggrappo ad una corda immaginaria e provo a salire al piano di sopra, lasciando andare incertezze, sofferenze, attese e pretese?

    grazie intanto per aver condiviso su questo blog le tue esperienze ed i tuoi consigli
    un abbraccio
    Michela

    1. Carissima Michela,

      ti chiedo anticipatamente scusa per il mio imperdonabile ritardo: il tuo commento era finito in coda e non mi era visibile!
      Detto questo, viviamo in un mondo in cui pare che tutto sia duale. Mi avvicino o mi allontano, forzo o abbandono, eccetera.
      La chiave di volta sta nel rilassarci e nel cercare di diventare spettatrici della nostra stessa vita. E sta nel tempo: potrebbe essere che questo non sia un tempo giusto per lui e che lo sarà invece in un altro momento.
      Conosco personalmente molto bene la situazione che descrivi.
      A me ha aiutato molto questo video (incluso nel mio articolo) sulle fiamme gemelle. Ma non possiamo SAPERE prima del tempo, un seme non sa che sarà una quercia robusta mentre si trasforma: mentre si trasforma sente solo dolore, confusione e scombussolamento. La natura però si fida e si lascia andare ai tempi naturali, al fatto che tutto è già programmato, noi fremiamo non ci allineiamo, diventiamo impazienti e fuori tempo.
      Resta che se lui è la tua vera fiamma gemella, nulla di ciò che sta accadendo potrà realmente sganciarvi e farvi perdere. Quindi, non puoi che accettare questo suo momento così com’è, lavorando su di te per riuscirci, con amore e arrivando a sentire in profondità che lui ci sarà sempre e che ci saranno altri incontri fino alla vera riunione, in questa e nelle vite future. Se invece si trattasse di una tua illusione mentale, non ti resta che rilassarti e lavorare su di te con amore immaginando altrettanto amore per il tuo futuro.
      Come vedi, non hai scelta, non abbiamo scelta: non possiamo forzare gli eventi e questa è una delle lezioni più dure di una vita, ma se ti sta capitando è perché tu lavori su questo…
      Il libretto lo puoi utilizzare comunque alla prima chance in cui lui si riavvicinerà o con chi desidererai. Anche solo per te, per sentire il tuo valore e la bellezza che porti.
      Ti abbraccio forte, per favore fammi sapere se hai ricevuto questo commento e restiamo in contatto attraverso il bosco!

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