Ride, Lana del Rey e il suo testo

LANA DEL REY CI SPINGE A CAVALCARE LIBERE

COME UN MANTRA: IL MONOLOGO DI “RIDE”

VITAMINA PER L’ANIMA DELLA DONNA LIBERATA

Care Donne con la D maiuscola, care scatenate donne selvagge e donne del bosco,

è un po’ che penso di condividere con voi un pezzo che forse conoscete, forse no, forse non L’avete mai letto in italiano o forse non l’avete mai fatto con attenzione. Ma questo fa parte di uno di quei mattoncini che nutrono la mia vita in modo sostanziale.

Ho conosciuto il monologo di “Ride” di Lana Del Rey in un momento di oscurità della mia vita e ovviamente non è stato un caso.

Ci sono poche parole, o forse non ce ne sono, che possano esprimere quanto una persona come me, e forse anche come te, può identificarsi con uno scritto del genere. Che, accompagnato al video,  si trasforma in un vero e proprio viaggio, in una vitamina per l’anima, quando non in pura benzina.

 

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Lana qui esprime molto efficacemente cosa sia la libertà. Cosa può fare e quanto in alto possa volare una donna liberata. In generale, un’anima liberata.

Qui leggo apertura al mondo, il fluire sulla vita amandola tutta, il fidarsi del percorso così come arriva, il fidarsi degli altri come fanno i bambini e come spesso dobbiamo fare quando in viaggio o quando sole in un bosco. Quando tutto quello che resta è l’appoggiarsi l’un l’altro o l’una all’altra per poter continuare a vivere. E a nutrirsi.

Poi, vi leggo amore incondizionato per tutto, gratitudine e la capacità di vedere la bellezza ovunque. Elementi che rendono una vita ricca e sensazionale, sempre, senza eccezione.

Quando ci sentiamo così, se mai ci siamo mai sentite così, la nostra anima si espande, tutto in noi vibra e arrivano gli incontri, gli eventi e le intuizioni più vere e autentiche, le tracce da seguire per muovere i prossimi passi senza cadere mai, perché cadere non è possibile se hai imparato a volare.

Io la capisco e seguo la stessa filosofia: questo brano per me è come un mantra e in certi periodi ho avuto bisogno di ascoltarlo ogni giorno.

Premetto che “ride” in inglese è un verbo più evocativo che in italiano, perché può significare allo stesso tempo cavalcare, muoversi, affrontare situazioni forti o correre su due ruote. Qui è stato tradotto come “correre”.

A voi il video di questa Donna liberata, di questa grande artista e poetessa e grande anima e la lettura della traduzione di questo grande monologo (che abbraccia il pezzo musicale all’inizio e alla fine del video). Ragazze: oltre 14 milioni di visualizzazioni! E i commenti sotto la dicono lunga su quanto quest’opera ha mosso.

Prometto una lacrima, ma non di tristezza. Una lacrima di altro, fatta della sostanza che ti muoverà sempre di più verso la vera te stessa.

Consiglio la lettura del testo mentre si ascolta il brano musicale e si guarda il video. Buona sensazioni e buone intuizioni – restiamo in contatto :-*

 

 

“Ero nell’inverno della mia vita e gli uomini che ho incontrato lungo il percorso erano la mia unica estate. La notte mi addormentavo con il pensiero di me che ballo, rido e piango con loro. Tre anni totalmente immersa in un tour mondiale senza fine, i miei ricordi erano le uniche cose che mi sostenevano, i miei uomini e i veri tempi felici.

Ero una cantante, non molto conosciuta, che sperava di diventare una bravissima poetessa, ma per una serie di sfortunati eventi, vidi quei sogni distruggersi e dividersi, sfavillanti e infranti come milioni di stelle di notte, nel cielo, in cui riposano i miei desideri.

Ma non mi importava molto, perché sapevo che bisogna ottenere tutto ciò che si è sempre sognato e poi perderlo per capire cos’è la vera libertà.

Quando le persone che conoscevo scoprirono cosa facevo e come vivevo, mi chiedevano il perché. Ma è inutile parlare con persone che hanno una casa, non hanno idea di cosa significhi cercare la sicurezza nelle altre persone e considerare casa qualsiasi posto in cui appoggiare la testa.

Sono sempre stata una ragazza strana. Mia madre diceva che avessi un’anima camaleontica, senza una bussola morale che puntasse al nord, senza un carattere definito. Avevo solo un’indecisione intensa, selvaggia e vacillante come l’oceano. E sarebbe una bugia se dicessi di non aver fatto nulla per diventare così. Perché sono nata per essere l’altra donna, che apparteneva a tutti e nessuno, che voleva essere tutto e niente, con tanta energia per ogni esperienza e un’ossessione per la libertà che mi terrorizzava fino a tal punto da non riuscire a parlarne.

Che mi spingeva verso un punto nomade di follia che mi abbagliava e stordiva.
Ogni notte pregavo perché riuscissi a ritrovare la mia gente. E alla fine ci sono riuscita. Sulla strada non avevo nulla da perdere o da guadagnare e nulla da desiderare, eccetto fare della nostra vita un’opera d’arte.

Vivi forte, muori giovane, sii selvaggia e divertiti.

Credo nello stato che era l’America una volta, credo nella persona che voglio diventare, credo nella libertà della strada.

Il mio motto è quello di sempre, credo nella gentilezza degli sconosciuti e quando sono in guerra con me stessa io corro. Semplicemente corro.

Chi sei tu?

Sei in contatto con tutte le tue fantasie più oscure?

Hai creato una vita per te stessa in cui puoi viverle? Io sì.
Sono assolutamente fuori di testa, ma sono libera.

 

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Versione inglese:

 

“[Pre-Song]
I was in the winter of my life
And the men I met along the road were my only summer
At night I fell asleep with visions of myself dancing and laughing and crying with them
Three years down the line of being on an endless world tour and my memories of them were the only things that sustained me
And my only real happy times

I was a singer
Not a very popular one
I once had dreams of becoming a beautiful poet
But upon an unfortunate series of events saw those dreams dashed and divided like a million stars in the night sky
That I wished on over and over again, sparkling and broken
But I didn’t really mind because I knew that it takes getting everything you ever wanted and then losing it to know what true freedom is

When the people I used to know found out what I had been doing how I had been living, they asked me why, but there’s no use in talking to people who have a home
They have no idea what its like to seek safety in other people
For home to be wherever you lie your head

I was always an unusual girl
My mother told me that I had a chameleon soul
No moral compass pointing me due north
No fixed personality
Just an inner indecisiveness that was as wide and as wavering as the ocean
And if I said I didn’t plan for it to turn out this way I’d be lying

Because I was born to be the other woman
Who belonged to no one
Who belonged to everyone
Who had nothing
Who wanted everything
With a fire for every experience and an obsession for freedom that terrified me to the point that I couldn’t even talk about it
And pushed me to a nomadic point of madness that both dazzled and dizzied me

[Song]

[Post-Song]
Every night I used to pray that I’d find my people
And finally I did
On the open road
We had nothing to lose, nothing to gain, nothing we desired anymore
Except to make our lives into a work of art

Live fast
Die young
Be wild
And have fun

I believe in the country America used to be
I believe in the person I want to become
I believe in the freedom of the open road
And my motto is the same as ever
“I believe in the kindness of strangers”

And when I’m at war with myself
I ride
I just ride

Who are you?
Are you in touch with all of your darkest fantasies?
Have you created a life for yourself where you can experience them?

I have. I am fucking crazy, but I am free.”

 

(In via del tutto eccezionale, in questo articolo sono state utilizzate immagini altrui protette da copyright, solo al fine artistico-culturale di divulgare e condividere la bellezza di questa poesia e di questo grande video)

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