estate e spiriti liberi

ESTATE ITALIANA SELVATICA

RAPSODIA DI UNO SPIRITO LIBERO

Che bella l’estate italiana dopo tanti anni all’estero, che bella questa stagione calda che da noi in fondo si protrae per sei, sette, otto mesi e che ci invidiano da tutta l’Europa non mediterranea!

Com’è l’estate del Bosco Femmina? Com’è l’estate degli spiriti liberi e delle Signore dei boschi, delle Donne selvagge?

E’ muoversi il più possibile, vedere posti, ballare tanto. Far girare i chakra.

E’ nuotare nella natura, non sprecare neanche un secondo del suo odore. Non lavarsi i capelli facendo la doccia la sera, pur di portarsi la potenza del sale o del lago profumato addosso, il lunedì mattina, quando per alcune di noi il mondo inquadrato della logica e delle regole ancora cercherà di farci sue – senza riuscirci mai realmente.

L’estate del Bosco Femmina è nuotare nel mare riversandogli dentro un immenso senso di amore. O nuotare tutto il pomeriggio in un lago ampio e generoso, tra i giunchi e le folaghe, osservando la muta delle cicale, venerando da sotto un pioppo bianco, sdraiate sull’erba, e poi la notte crollare nel letto con la finestra aperta sulla campagna.

Con il concerto dei grilli che entra fino nei sogni, abbracciate a una gatta e ai suoi polpastrelli che conducono lontano. Sul suono atavico e profondo del suo respiro, unito a fusa sommesse – la sua testa nell’incavo della gola al cadere nei sogni… Sentire, in questo modo, la selva tutta, il respiro stesso di Madre Terra e il richiamo della foresta.

 

l'estate della donna selvaggia
Copyright Sonia Serravalli

 

L’estate delle Donne è giocare con la terra, nuotare coi cani, correre coi lupi.

Prendere la pioggia.

Amare incondizionatamente, senza farsi portare via niente.

Perdere il conto dei giorni e non guardare l’orologio.

Guidare veloci tra i campi dorati di grano e girasoli, di balle di fieno e lungofiumi morbidi di salici ed indaco, ascoltando per sempre rock, country, reggae e cantando libere, ignare di chi incrociamo lungo la strada. Guidare scalze. Guidare senza meta. Guidare verso il mare.

Teli buttati sui sedili. Odore di sabbia. Piedi sparsi in giro. Il vento dai finestrini spalancati è una carezza che ad ogni estate riporta alla spensieratezza perfetta dei dieci anni, dei quindici anni, dei vent’anni e lei è ancora e per sempre con me. Intatta come ogni spiga di grano, nuova ogni anno.

L’estate delle anime libere è vivere seminude. Non per malizia, non tanto per una questione di seduzione, quanto perché non si vedeva l’ora di sentire tutto sulla pelle scoperta. Il sole, la vita, le temperature, gli umori della natura, il contatto con gli elementi, i pori che respirano. La comodità di uscire di casa con addosso solo il primo pezzo di cotone che ci capita alla mano.

E poi, essere sempre circondate, come una ghirlanda, da una sinfonia di odori talmente intrecciati da non poterli descrivere a parole. Ma sono gli odori che riportano all’eternità del passato e del futuro: gli odori delle stagioni cicliche e di un’infanzia che in me non è ancora finita. Il fiore notturno del tabacco selvatico, il glicine, le magnolie, l’erba tagliata, i fiori viola dell’erba medica nella pianura, la macchia mediterranea nei luoghi più secchi, il turno del fieno dopo la stagione dei tigli (inebrianti, ipnotici come l’assenzio dei poeti maledetti), il legno bagnato, le resine, il sottobosco, l’odore dei fossi, dove anche le lucciole devono avere il loro odore… e i grilli e le rane e i rospi smeraldini…

Tutto è perfetto laddove non allunghiamo le mani per modificarlo. Tutto è bellezza pura, se solo ci fermiamo a contemplarlo.

E ancora calore, zanzare, la pelle calda, sudore, sonno leggero perché le notti sono brevi e la vita è tanta. E i gatti dormono poco e si levano col sole. E i corvidi non si aspettano più da me il pane delle stagioni fredde, ma godono della pienezza della vita nel clue del suo pullulare intenso, quasi soffocante dalla numerosità degli esseri, degli insetti, del movimento, del tripudio di nascite da una larva o da un uomo e dal traffico di vita chiamata fuori dal sole.

Gioite e non disperdete niente. Non un battito, non un respiro con dentro uno degli odori di luglio, non una stella cadente, non un coro di grilli o di rane, non un gioco di cucciolo, non un respiro di felino, non un fruscio di rami, né un alito di vento, né un’oncia di salsedine.

E contagiate gli altri della vostra vita, della vostra gioia, del vostro amore.

Fuori, nel mondo, a contatto con gli elementi.

Buon proseguimento! ♥

 

 

estate italiana
Copyright Sonia Serravalli

 

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