solstizio d'estate

E SOLSTIZIO D’ESTATE SIA!

FINALMENTE CI SIAMO, E’ IL 21 GIUGNO!

RITUALI, TRADIZIONI, MAGIA E ASTRONOMIA

Il solstizio d’estate è un giorno importante per qualunque persona viva in armonia con la natura e a stretto contatto gli elementi.

Un tema che non può mancare nel corollario di questo bosco/blog che unisce noi donne selvagge.

Si tratta del giorno più lungo dell’anno.

Mentre Samhein per i Celti rappresentava il signore delle tenebre, che collegato ad Halloween accompagna il mondo nel periodo buio del suo inverno, i druidi per il solstizio d’estate facevano riferimento alla festa pagana di Litha.

Litha era la dea sassone del grano, omologa delle nostre più vicine Cerere o Demetra.

 La terra qui è nel pieno del suo vigore, con i campi ricoperti di grano maturo, i fiori della primavera che si sono già trasformati in frutti, gli insetti che pullulano ovunque… Effettivamente, mentre per l’astronomia moderna con il 20 o il 21 giugno inizia l’estate, per i riti antichi questo momento rappresentava in realtà il cuore di questa stagione, il suo momento culminante.

 

Questa festa rappresenta il Sole in tutta la sua gloria. E’ la celebrazione della passione e l’assicurazione del successo del raccolto. La Dea è pesante perché gravida e allo stesso modo lo è la terra.” (Da Il Mondo Di Morgana)

 

solstizio d'estate
Photo by Everton Vila

Il mondo moderno ci ha fatto in gran parte perdere l’importanza della celebrazione dei momenti di passaggio e l’importanza delle tradizioni. Quando le ha mantenute, le ha deformate, ne ha cancellato il messaggio e il valore originario e nel migliore dei casi le ha fatte sopravvivere come mere feste commerciali.

In realtà, seguire e celebrare i tempi della natura è importante. Ci permette di prendere parte attiva alla giostra della vita, e nello stesso tempo di goderne con meraviglia sempre rinnovata, in veste di spettatori consapevoli. In grado di apprezzarne i miracoli e di conoscerne i ritmi interni.

“Solstizio deriva dal latino solstat, “il sole si ferma”, e, infatti, pare quasi che il sole indugi un po’ in questa posizione prima di riprendere il suo cammino discendente. Il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all’equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso: inizia l’estate astronomica.
E’ tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.
Questa verità era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le “ley lines”, le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica energetica tramite la potenza solare. Anche monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori artificiali del sistema energetico terrestre.” (Da Il Cerchio Della Luna).

I rituali antichi, e in parte oggi ripresi, collegati a questa importante data sono davvero tanti e non mancano in nessuna cultura. Forse è proprio la nostra la prima ad essersi staccata così tanto da questi momenti, così importanti per la terra da cui proveniamo. In realtà, fino a poco tempo fa (e oggi con un grande revival) anche l’Italia pullulava di tradizioni e leggende legate al solstizio d’estate.

Il 23 giugno, la notte di San Giovanni, si era soliti raccogliere la rugiada, considerata molto preziosa in questa data, in quanto caricata di poteri benefici. Secondo la leggenda antica, in questa notte avviene la congiunzione tra il sole e la luna, tra il maschile e il femminile, e la rugiada e le piante e i fiori si caricano di un’energia particolare, sacra, potente.

Per la preparazione dell’acqua di San Giovanni, vedi sotto.

Nel solstizio d’estate si pensava che le streghe fossero all’apice della loro attività, proprio per via del loro collegamento con le piante e con la loro raccolta e il loro utilizzo.

Si raccoglievano mazzetti di fiori da tenere sotto il cuscino. In particolare, la pianta collegata a questa data è quella dell’iperico, con tutte le sue proprietà benefiche.

Si accendevano inoltre falò propiziatori, vi si danzava attorno, si saltava attraverso il fuoco e sempre a scopi propiziatori si disseminavano le ceneri per i campi per ottenere un buon raccolto. Tutto comunque attorno a questa data confluiva e confluisce verso la fertilità, il pullulare massimo della vita e della luce. Si può dire che il giorno del solstizio d’estate sia proprio la festa della luce. Un tempo, attorno a questa data si festeggiava per almeno tre giorni. 

 

Solstizio d'estate

RICETTA ACQUA DI SAN GIOVANNI (con fiori o senza)

“Per preparare l’acqua di San Giovanni bisogna raccogliere, durante la vigilia della notte del 24 giugno, una misticanza di erbe e fiori che può essere composta da ginestre, papaveri, fiordalisi, petali di rose canine e di rose coltivate, caprifogli, foglie profumatissime dell’erba di santa Maria, menta, iperico (chiamato anche erba di san Giovanni che ha proprietà paragonabili ad alcuni psicofarmaci), mazzi di sambuco, garofanetti, trifoglio, ranuncoli, lavanda, camomilla matricaria, timo, amaranto, basilico, salvia, rosmarino, centinodio, mentuccia, malva e foglie di noce, artemisia (chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide), finocchio selvatico (potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni), l’avena (simbolo d’abbondanza che aiuta a fare la scelta giusta). 

Al tramonto bisogna immergerle in un bacile d’acqua e lasciarle fuori tutta la notte in modo che la rugiada magica vi si depositi sopra.

La mattina del ventiquattro ci si può lavare il viso e il corpo con questa acqua profumata, in un rito sacro e misterioso tramandato da anni, quest’acqua ha il potere di preservare dalle malattie, scacciare il malocchio e   la malasorte. Si possono immergere i bambini che usufruiranno dei benefici delle piante asciate a macerare e ne ricaveranno una pelle profumata e purificata.

Volendo si può anche raccogliere la rugiada magica che si forma durante la notte di San Giovanni e usarla al mattino per purificare viso e corpo, si narra che fosse utile per far ricrescere i capelli, favorisse la fecondità, curasse la pelle ed allontanasse le malattie.

La rugiada si può raccogliere in diversi modi, volendo si può anche rotolare sopra l’erba bagnata durante le prime luci dell’alba… ma di solito si usa raccoglierla trascinando una pezza sull’erba che si impregnerà dell’acqua della notte.

Si può anche scavare una piccola buca in cui infilare un contenitore e ricoprirla con un telo impermeabile o un nylon con un foro in prossimità del contenitore, in modo che durante la notte la rugiada si posi sul telo e scivoli dentro al contenitore.” Dal sito Eticamente

 

ASTRONOMICAMENTE PARLANDO

Il solstizio d’estate è il momento in cui il sole raggiunge la sua inclinazione minima rispetto all’asse della Terra. Si crea così il giorno con più ore di luce dell’anno e con la notte più breve.

Il solstizio avviene ogni anno circa 6 ore più tardi rispetto all’anno precedente ed è per questo che è stato introdotto l’anno bisestile: ogni 4 anni un giorno in più. Altrimenti, si sarebbe causata una divergenza progressiva rispetto a tutto il nostro calendario astronomico.

Si parla in questo caso di inizio di estate astronomica. Mentre l’estate meteorologica si fa iniziare dal 1 giugno.

I popoli antichi hanno sempre osservato il fenomeno con grande attenzione, al punto da regolare le loro costruzioni mastodontiche in base ai movimenti del sole. Così hanno fatto i popoli sudamericani precolombiani (Maya, Incas, Aztechi e minori) e gli stessi abitanti di Stonhenge, che adoravano Apollo (e dunque il Sole), fecero si che nel momento del solstizio un suo raggio arrivasse dritto a colpire l’altare centrale.

 

21 giugno e rituali

 

Il revival di antichi riti oggi viene definito anche “neo-pagano”. Di certo quello che emerge è che l’essere umano non può vivere separato dal suo ambiente e dagli stessi ritmi fisiologici che lo coinvolgono e che permeano delle loro leggi la chimica, la fisica e lo spirito del sistema interconnesso in cui viviamo.

Il solstizio d’estate di quest’anno, 2018, in Italia avverrà esattamente alle ore 12.07 del giovedì 21 giugno.

Ti invito vivamente a festeggiarlo, a celebrarlo a modo vostro, ma comunque a commemorarlo. In uno dei modi descritti qui sopra, oppure in uno dei punti che ti suggerisco di seguito. Ma comunque, a considerarlo, così come dovremmo riprendere a considerare tante cose che ci riguardano direttamente dell’ambiente vivo e cosciente che ci circonda e pullula di vita.

Potremmo celebrare questo 21 giugno:

  • anche solo con un minuto di silenzio attorno all’orario indicato e un pensiero ricco di amore e felicità per la natura, per il cosmo.
  • Praticando un po’ di mantra, concentrandoci verso il bene comune nei mesi a venire, aiutati dalla forza di questa stagione, che indubbiamente agevola nel sollevarsi verso la luce e l’energia.
  • Ritirandoci in un rituale privato solo nostro.
  • Dipingendo qualcosa o colorando un mandala.
  • Ritirandoci in un bosco e abbracciando un albero.
  • Recandoci in un luogo per noi significativo e con una bella vista sul tramonto del giorno più lungo dell’anno.
  • Circondandoci delle piante e dei fiori profumati tipici di questa stagione.
  • Dedicandoci una lunga passeggiata nella natura, cercando di entrare in contatto con lei.
  • Immergendoci in un lago.
  • Accendendo un piccolo fuoco simbolico nel nostro giardino e pregando.
  • Danzando, andando a ballare ripensando agli antichi rituali propiziatori.

E tu, che modo ti sei inventata per festeggiare questo solstizio d’estate? Cos’è la cosa che ti senti più di fare?

 


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