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DONNE CHE DECIDONO DI NON RIPRODURSI PER IL PIANETA

FUTURO SOSTENIBILE

RIPRODUZIONE CONTROLLATA?

Sembra fantascienza, ma non si è fatto in tempo a pensare che già è diventata realtà.

A fronte dello stato dell’ambiente che ci ospita sul pianeta Terra e dei pensieri su un futuro sostenibile, la razza umana inizia a riflettere sulla legittimità o meno di riprodursi oltre.

Anche se forse alcuni nel nostro Paese non sono ancora stati coinvolti dall’argomento o dalla sensibilità al tema, la questione a livello mondiale sta dilagando a macchia d’olio di anno in anno. Coinvolgendo sensibilità femminili, equilibri di coppia, progetti futuri e spinose questioni etiche, personali e sociali.

Traduco qui un articolo di Broadly Vice sul tema. Si chiama “Il nostro pianeta è così fottuto, che alcune donne stanno decidendo di non avere figli”:

 

non avere figli

 

<< Il cambiamento climatico è reale, antropogenico, e sta solo peggiorando. In settembre (2016), i livelli di carbonio atmosferico hanno raggiunto un punto di svolta irreversibile, cosa di cui gli scienziati ci hanno avvertito per anni.

Nonostante questo fatto estremamente preoccupante, il Presidente eletto Donald Trump – che ha twittato: “Il concetto di riscaldamento globale è stato creato da e per i cinesi, al fine di renderci meno competitivi” – ha recentemente annunciato di aver scelto Myron Ebell, un attivo negatore del cambiamento climatico, per condurre la transizione dell’Environmental Protection Agency.

Questo non promette bene per noi, e anche peggio per i nostri potenziali figli: la ricerca dimostra che le generazioni future saranno quelle che soffriranno le peggiori conseguenze del cambiamento climatico, non noi. Alla luce di questo fatto, alcune donne stanno iniziando a rivedere l’idea di avere figli.

Harriet Spark, coordinatrice dei social media e istruttrice sub in Australia, è una di loro.  “Io lavoro per la difesa ambientale, così ogni giorno leggo e imparo la miriade di problemi che il nostro mondo affronta.” Durante il lavoro, Spark ha a che fare in prima persona con le conseguenze disastrose e già evidenti del cambiamento climatico, come lo sbiancamento massiccio della Grande Barriera Corallina.

Il ragionamento della Spark sull’astenersi dall’avere figli è duplice: lei non vuole contribuire al preesistente esaurimento delle risorse aggiungendo un altro essere umano a questo pianeta, e non vuole mettere un bambino in un mondo che vede come condannato.

“Sembra drammatico, ma io sono solo realistica,” ha detto la Spark.  “Il modo in cui viviamo attualmente semplicemente non può sostenere più persone.”

Anche Stefanie Weiss, una scrittrice sulla metà della quarantina d’anni residente a New York, ha rinunciato ai figli per la preoccupazione per l’ambiente.

“Anni fa, sono venuta a sapere di uno studio svolto,” dice la Weiss in riferimento a uno studio del 2008 svolto da una coppia di ricercatori presso l’Oregon State University.

“C’è questo numero, 9.441. Questa è la quantità di tonnellate di carbonio che si aggiungono nell’atmosfera per ogni bambino che nasce. Non si può recuperare mai più. Questo mi ha fermata.”

 

maternità mancata
Photo by Kristina Flour

 

Lo stesso studio ha fatto un esempio sull’entità di quelle 9.441 tonnellate metriche di anidride carbonica: se un americano medio decide di riciclare giornali, riviste, vetro, plastica, alluminio e lattine nel corso della sua intera vita, potrebbe preservare l’ambiente da sole 17 tonnellate metriche di emissioni di carbonio.

Mentre il concetto di escludere la filiazione a causa del triste stato del mondo certamente non è nuovo, gruppi come Conceivable Future  (“Futuro concepibile”) lo sono. Come tanti altri, ovunque, che riguardano un futuro sostenibile. Questa organizzazione no-profit cerca di “portare  alla consapevolezza il cambiamento climatico e la minaccia che una riproduzione sconsiderata può rappresentare.”  “La nostra domanda integrativa è: come il cambiamento climatico influenza le scelte riproduttive delle persone?” dice il co-fondatore di Kallman.  “Questa domanda ha risonanza su un numero enorme di persone.”

Attraverso i gruppi locali e la difesa ambientale nazionale, l’organizzazione spera di aprire la discussione alle donne in tutto il mondo.  “Diamo spazio a tutti per considerare bene questa decisione davvero personale e anche profondamente politica, visto che si riferisce alla propria vita”, dice Kallman.

[…] La nostra organizzazione non si limita solo alla questione di ciò che il cambiamento climatico significa per il futuro riproduttivo delle donne.  “Le persone che ci seguono si organizzano per mettere a punto tutta una serie di azioni volte a un cambiamento politico del sistema”, dice Kallman.

Sempre secondo Kallman, decidere se avere figli non è un processo facile per una donna. Tuttavia, esse possono essere più ricettive sul fatto che l’astensione dalla riproduzione sia la scelta migliore per l’ambiente.”

 

protezione ambientale

 

[…] La sovrappopolazione e il cambiamento climatico stanno interessando la moralità della procreazione.

Le giovani donne sono molto più propense a prendere seriamente questa questione. I giovani uomini paiono molto meno propensi a prendere in considerazione di astenersi dall’avere figli.

Secondo lo scrittore Dottor Travis Rieder, ricercatore presso l’Istituto di Bioetica Berman, Johns Hopkins University ha senso che gli uomini sarebbero meno propensi a considerare con attenzione l’impatto ambientale delle loro scelte riproduttive. Dice: “Immagino che un sacco di uomini abbiano sempre ipotizzato, consapevolmente o inconsciamente, di poter essere sempre in grado (Ndr. e in diritto) di avere una loro famiglia, perché qualcun altro avrebbe fatto il grosso del lavoro.”

Anche per Weiss, scrittrice sulla quarantina con base a New York, l’arroganza maschile suona reale. “Sono stati soprattutto uomini, nella mia vita personale e online, a dirmi che ero egoista a prendere questa decisione,” dice.  “Ero in una relazione seria con un fidanzato nel momento in cui ho preso la decisione [di non avere figli]. Ma lui riteneva che eticamente mi sbagliavo, che ero egoista.”

La Weiss invece si vede come qualcuno che prende una decisione pragmatica e morale — il mondo non può sostenere più vita, così lei non porterà più vita nel mondo. “È perché gli uomini non devono contemplare le decisioni che invece devono affrontare le donne, riguardo la propria carriera e il proprio corpo”, dice. >>

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Credo personalmente che questo argomento occuperà un posto prominente su tutti i palcoscenici virtuali del mondo, perlomeno di quello occidentale, negli anni a venire.

Perché tira in gioco tanti aspetti dell’essere umano e dell’inevitabile interconnessione tra noi e l’ambiente che ci ospita.

Dal lato etico, a quello emotivo, a quello sociale, a quello ovviamente naturalistico/ambientale fino a quello identitario.

 

Ti è già capitato di sentire parlare di precauzioni di questo tipo?

E tu, cosa ne pensi?

 

 

 

 

 

 

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